Le corone dentali moderne possono riprodurre con grande precisione forma e colore del dente naturale, ma per struttura interna differiscono ancora molto dai tessuti naturali. Il dente reale è un sistema complesso in cui lo smalto duro passa gradualmente nella dentina più elastica. Proprio questa disomogeneità aiuta il dente a sopportare un carico masticatorio elevato e ad assorbire le tensioni.
I ricercatori hanno proposto un nuovo approccio alla realizzazione di restauri artificiali che cerca di riprodurre questo principio naturale. Lo studio, pubblicato nell'agosto 2026 sulla rivista Dental Materials, è dedicato a corone biomimetiche ceramica-polimero con una particolare architettura interna a gradiente. Il materiale è preparato per la sezione delle notizie di odontoiatria sul portale Top Dentistry.
Perché una corona normale non assomiglia al dente naturale all'interno
Lo smalto del dente naturale è molto duro e pensato per resistere all'usura. La dentina, più in profondità, è assai meno rigida e assorbe meglio l'energia. Grazie alla combinazione di tessuti con proprietà diverse il carico si distribuisce in modo più uniforme.
Nella maggior parte dei materiali restaurativi artificiali manca questa gradazione naturale. La zirconia ha elevata resistenza e resistenza all'usura, ma la sua durezza può in certe condizioni favorire l'usura dei denti antagonisti. I materiali polimerici, al contrario, sono più elastici, ma di solito cedono alla ceramica per resistenza e resistenza all'usura.
I ricercatori hanno cercato di unire i vantaggi di entrambi i materiali in un'unica costruzione.
Il telaio in zirconia è stato stampato in 3D
Per i restauri sperimentali sono state usate strutture speciali TPMS — triply periodic minimal surfaces. Sono architetture tridimensionali complesse, con una rete porosa interna che varia in continuo.
Sono stati studiati i tipi Gyroid e Schwarz-P. La differenza principale rispetto a una costruzione a porosità uniforme è che la densità del materiale può essere variata nelle diverse zone del futuro restauro.
Prima il telaio poroso è stato creato in zirconia con stampa 3D. Poi lo spazio interno è stato riempito con resina odontoiatrica. Ne è risultato un composito ceramica-polimero interpenetrante, in cui la zirconia resistente e il polimero più elastico lavorano insieme. Il tema si collega ad altri materiali del portale sull'orientamento nella stampa 3D delle corone in zirconia e sullo sviluppo delle tecnologie additive in laboratorio.
In sostanza i ricercatori hanno cercato di trasferire nella corona artificiale il principio stesso della struttura del dente naturale: rendere le zone della costruzione diverse per caratteristiche meccaniche.
La stessa costruzione non va bene per tutti i denti
È particolarmente interessante che i ricercatori non si siano fermati a una sola struttura universale.
Per incisivi e molari sono state proposte varianti diverse di architettura interna, perché questi denti sopportano carichi diversi.
Per i denti anteriori è risultata promettente la struttura Gyroid a gradiente longitudinale, con buoni indici di resistenza e assorbimento di energia. Per i molari è stata scelta l'architettura Schwarz-P a doppio gradiente, più rigida e resistente all'usura.
Così, in futuro la progettazione digitale della corona potrà potenzialmente tenere conto non solo di forma esterna, colore e posizione in arcata, ma anche della microstruttura interna in base alla funzione del dente specifico.
La struttura a gradiente ha dato risultati migliori
Le prove di laboratorio hanno mostrato il vantaggio delle costruzioni a gradiente rispetto alle strutture con la stessa porosità in tutto il volume.
Le varianti a doppio gradiente hanno avuto indici migliori di resistenza a compressione, modulo elastico, capacità di assorbire energia e resistenza all'usura rispetto alle strutture più semplici.
Al tempo stesso i diversi tipi di TPMS avevano vantaggi propri, perciò i ricercatori propongono di scegliere l'architettura in base alla destinazione del restauro.
Una nuova fase dell'odontoiatria personalizzata
Per gli odontotecnici il lavoro è interessante soprattutto perché mostra un approccio del tutto diverso alla produzione digitale dei restauri.
Oggi un sistema CAD/CAM definisce soprattutto la geometria esterna della corona, mentre il volume interno è di un materiale relativamente omogeneo. Le tecnologie additive consentono di andare oltre — progettare la struttura del materiale quasi a livello microscopico e attribuire a zone diverse proprietà meccaniche diverse.
In teoria ciò apre la strada a corone che imitano il dente naturale non solo all'esterno, ma anche nel modo di distribuire i carichi.
La tecnologia è però ancora in fase di ricerca. I risultati si basano su progettazione, fabbricazione e prove meccaniche e tribologiche di laboratorio. Ciò non significa che corone simili compariranno domani nelle cliniche ordinarie.
Per valutare durata, sicurezza e comportamento in cavità orale servono ulteriori ricerche e studi clinici.
Tuttavia il lavoro indica una direzione interessante dell'odontoiatria digitale: la corona del futuro potrà essere personalizzata non solo per forma e tono, ma anche per architettura interna — simile al dente naturale.
Il materiale ha carattere informativo. L'applicazione clinica dipende da ulteriori ricerche e da protocolli approvati.
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