Una gomma da masticare all'apparenza ordinaria potrebbe, in futuro, avere un ruolo nuovo nella prevenzione delle malattie del cavo orale. I ricercatori della Penn Dental Medicine, University of Pennsylvania, hanno sviluppato una gomma sperimentale di origine vegetale che, in studi di laboratorio, ha ridotto in modo marcato la quantità di virus del papilloma umano e di due specie batteriche legate a malattie orali e a una prognosi peggiore in alcuni tumori della testa e del collo.
I risultati sono stati pubblicati su Scientific Reports. Al centro dello studio c'erano HPV, Porphyromonas gingivalis e Fusobacterium nucleatum. La presenza elevata di questi microrganismi in bocca è associata a diverse patologie e, nel carcinoma squamoso della testa e del collo, anche a una prognosi più sfavorevole.
Una proteina vegetale e un peptide antimicrobico
La base della gomma sperimentale è il lablab, una leguminosa che contiene la proteina FRIL. Questa può legarsi alle particelle virali e raggrupparle in complessi, riducendone la quantità nei campioni biologici.
I ricercatori hanno testato la sostanza su campioni di saliva e di liquido di risciacquo orale, prelevati da pazienti con carcinoma squamoso della testa e del collo. Nello studio l'HPV era presente in tutti i campioni di saliva analizzati e nel 75% dei campioni dopo il risciacquo.
Dopo l'esposizione all'estratto della gomma, la quantità di HPV nella saliva è scesa del 93%, e nei campioni di liquido dopo il risciacquo di circa l'80%.
I batteri sono stati soppressi quasi del tutto
I ricercatori hanno poi verificato se si potesse agire nello stesso tempo anche sui batteri. La formula è stata integrata con protegrina-1, un peptide antimicrobico. Questa variante della gomma sperimentale ha soppresso quasi completamente Porphyromonas gingivalis e Fusobacterium nucleatum: dopo una sola dose i loro livelli nei campioni studiati sono scesi di oltre il 99%.
Di particolare interesse è stato l'effetto selettivo. A differenza di molti metodi che possono alterare l'equilibrio del microbiota orale, la protegrina non ha distrutto alcuni batteri utili, tra cui rappresentanti degli streptococchi. Per i futuri mezzi di prevenzione può essere un vantaggio: l'obiettivo non è sterilizzare la bocca, ma ridurre i microrganismi potenzialmente pericolosi senza un impatto grave sul microbioma normale.
Non è una «gomma contro il cancro»
Sarebbe però sbagliato vedere in questo lavoro la nascita di una «gomma contro il cancro». Lo studio è stato condotto ex vivo: su campioni prelevati dai pazienti, ma fuori dall'organismo. Non è ancora dimostrato che la gomma da masticare possa prevenire un tumore o curare una malattia oncologica già presente.
Il passo successivo dovranno essere gli studi clinici. I ricercatori considerano la tecnologia un possibile complemento alle terapie esistenti o un approccio preventivo per ridurre alcuni virus e batteri nel cavo orale.
La semplicità di somministrazione è il vero punto di forza
Lo sviluppo è interessante anche per la sua semplicità. Se efficacia e sicurezza saranno confermate negli studi clinici, la gomma da masticare potrebbe diventare un modo comodo per portare sostanze biologicamente attive proprio dove servono: in bocca.
Il gruppo di ricerca è guidato dal professor Henry Daniell della Penn Dental Medicine. Il suo laboratorio studia da anni l'uso di proteine vegetali e gomme da masticare per neutralizzare virus e microrganismi.
Per ora si tratta solo di una tecnologia sperimentale. L'idea mostra però quanto insoliti possano diventare i metodi della prevenzione odontoiatrica: una gomma da masticare familiare potrebbe trasformarsi in uno strumento di rilascio mirato di componenti antivirali e antibatterici.
Il materiale ha carattere informativo. Lo studio è stato condotto fuori dall'organismo. Non è la prova di prevenzione o cura di malattie oncologiche, né un farmaco pronto all'uso.
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