I materiali per la realizzazione digitale di restauri dentali somigliano sempre di più alla ceramica odontoiatrica tradizionale. Una delle direzioni evidenti del 2026 sono i materiali fotopolimerici ad alto filler, in cui la matrice polimerica si combina con una grande quantità di particelle ceramiche e zirconia.
Un nuovo esempio di questo approccio è stato presentato dall'azienda americana SprintRay. Il 1° settembre 2026 il produttore ha annunciato il materiale Midas Restore — una resina restaurativa fotopolimerizzabile con oltre il 75% di filler in massa. Nella composizione entrano particelle di vetroceramica e zirconia, distribuite in una matrice polimerica metacrilica. Il materiale è preparato per la sezione delle notizie di odontoiatria sul portale Top Dentistry.
Il materiale è destinato alla realizzazione di corone singole permanenti, corone parziali, intarsi, onlay e faccette singole.
Perché conta l'aumento della quantità di ceramica
Le resine fotopolimeriche comuni sono pratiche per la stampa 3D, ma le loro proprietà meccaniche limitano l'uso a lungo termine come restauri permanenti.
L'aggiunta di particelle ceramiche può aumentare la resistenza all'usura, migliorare il mantenimento della lucidatura e avvicinare le caratteristiche ottiche ai tessuti naturali del dente.
Sorge però un problema tecnologico: più filler duro contiene la resina, più aumenta la viscosità. Un materiale troppo denso è difficile da usare sulle stampanti 3D fotopolimeriche classiche, dove la resina deve muoversi liberamente tra gli strati.
Per questo i produttori sviluppano insieme non solo nuove formulazioni, ma anche nuovi metodi di fabbricazione — nella linea generale dell'odontoiatria digitale.
Oltre il 75% di filler
In Midas Restore si usa una combinazione di vetroceramica e zirconia. Secondo SprintRay, il contenuto di filler supera il 75% della massa totale del materiale.
Il produttore punta a unire i vantaggi di più gruppi di materiali: l'estetica della ceramica, la resistenza all'usura del filler di zirconia e la possibilità di correzione e lucidatura tipica dei restauri polimerici.
L'alta concentrazione di filler rende il materiale molto più viscoso, perciò è stato sviluppato appositamente per il sistema Midas Digital Press.
A differenza dello schema classico di stampa 3D fotopolimerica, in cui la resina liquida deve stendersi da sola sull'area di lavoro tra gli strati, Midas usa la tecnologia di pressatura digitale, che consente di lavorare con materiali molto più densi. È una via diversa rispetto alle corone in zirconia stampate in 3D, dove si tratta di ceramica vera e propria, non di una resina ibrida.
Il produttore comunica un'elevata tenuta della lucidatura
Uno dei problemi dei restauri polimerici resta il mantenimento della superficie dopo un uso prolungato.
Secondo i test interni SprintRay, dopo 5000 cicli di simulazione dello spazzolamento il materiale ha conservato circa il 98% della lucentezza iniziale.
Il produttore riferisce inoltre che, in un test su 200 000 cicli, il nuovo materiale ha mostrato una resistenza all'usura circa cinque volte superiore rispetto al precedente SprintRay Ceramic Crown.
Il restauro non richiede glasatura in forno. Dopo la realizzazione può essere rifinito con lucidatura meccanica.
È importante che questi valori siano pubblicati dal produttore e non vadano ancora intesi come risultati di studi clinici indipendenti a lungo termine.
La resistenza non è l'unico parametro
Nei test interni SprintRay la resistenza media biaxiale a flessione è stata di circa 180 MPa, e il valore massimo misurato ha raggiunto 215 MPa.
Interessante anche il modulo elastico — circa 10 GPa. Il produttore nota che questo indicatore è relativamente vicino alle caratteristiche della dentina.
Nell'odontoiatria restaurativa moderna si discute sempre più non solo della resistenza massima del materiale, ma anche di come il restauro si comporti insieme ai tessuti residui, al cemento adesivo e al dente antagonista — nello stesso spirito dei lavori sulle corone con struttura interna a gradiente.
Perciò gli sviluppatori cercano di creare materiali che non solo sopportino un carico elevato, ma distribuiscano in modo più naturale la tensione che si genera.
Restauro permanente in una sola visita
Un'altra direzione dell'odontoiatria digitale è la riduzione del numero di fasi tecnologiche.
Il flusso proposto dal produttore include scansione intraorale, modellazione digitale, realizzazione del restauro, lucidatura e cementazione adesiva — un circuito tipico CAD/CAM in clinica.
In prospettiva tali tecnologie consentono di realizzare una corona permanente direttamente in clinica e cementarla nella stessa visita, senza manufatto provvisorio e senza un secondo appuntamento.
Il nuovo materiale funziona però solo nel sistema specializzato Midas Digital Press e non è destinato alle stampanti 3D odontoiatriche comuni.
Cosa significa per gli odontotecnici
La comparsa di resine restaurative ad alto filler mostra quanto rapidamente stia cambiando il confine tra materiali compositi, ceramica e tecnologie di produzione digitale.
Se prima i materiali fotopolimerici erano associati soprattutto a modelli, guide chirurgiche e manufatti provvisori, oggi i produttori propongono sempre più attivamente materiali per corone, intarsi e faccette permanenti.
Per i laboratori odontotecnici ciò può significare l'arrivo di un'altra tecnologia produttiva accanto alla fresatura tradizionale di zirconia, disilicato di litio e blocchi compositi.
È prematuro parlare di sostituzione dei materiali ceramici abituali. Per le nuove resine ad alto filler sono essenziali studi clinici indipendenti che mostrino durata reale, stabilità del colore, usura della superficie e comportamento in cavità orale dopo alcuni anni.
Tuttavia la comparsa di materiali con oltre il 75% di filler ceramico e di zirconia indica la direzione del settore: i restauri digitali passano gradualmente da fotopolimeri relativamente semplici a materiali ibridi complessi, con proprietà sempre più vicine alla ceramica odontoiatrica tradizionale.
Fonte: SprintRay, presentazione Midas Restore, 1° settembre 2026. I dati su resistenza, usura e mantenimento della lucidatura derivano dai test interni del produttore e richiedono valutazione clinica indipendente. Il materiale ha carattere informativo.
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